DocuDonna introduces a new perspective dedicated to the promotion and enhancement of the documentary made by women into the calendar of Italian and international festivals. A heritage of images, sensibilities and points of view, disseminated into a cultural industry dominated by men. The Festival is aimed at directors who intend to present their works as their own personal vision of the world. An international festival of women’s documentaries to attract many film lovers, especially of the documentary genre, as well as lovers of art and beauty in general.

An event to create new perspectives of productions, collaborations, ideas and experiences.

Massa Marittima, an ancient city lying on the hills of Tuscany

Two days of events, documentaries, experiences and female creativity

DOCUDONNA 2020

Award Winners

Best Italian Documentary

OFF – Identikit
Veronica Santi
Italy, 2020

Best International Documentary

The Principal Wife
Hester Overmars
Netherlands, 2019

Special Mention

Carne
Camila Kater
Brazil, 2019

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3 weeks ago

DocuDonna

MOSTRA FOTOGRAFICA DUE DONNE IN VIAGGIO
A #MassaMarittima gli scatti inediti di Olimpia Hruska e le donne Maasai di Ewa Mari Johansson.
𝐃𝐚𝐥 𝟗 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐥 𝟑𝟏 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟏, 𝐢𝐧 𝐛𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐭𝐞𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞. 𝐈𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨. 𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝟗 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨, 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟕.


Apre i battenti venerdì 9 luglio, alle 17, la mostra fotografica allestita nella biblioteca comunale di Massa Marittima dal titolo “Due donne in viaggio”, organizzata dall’archivio contemporaneo stampa d’arte fotografica, in collaborazione con il Comune di Massa Marittima. In esposizione i bellissimi scatti fotografici di due professioniste di caratura internazionale: Olimpia Hruska ed Ewa Mari Johansson. Olimpia Hruska, che sarà presente all’inaugurazione venerdì 9 luglio, alle 17, propone in questa esposizione una prima assoluta: le fotografie che ha scattato tra il 1976 e il 1977 relative al periodo che ha vissuto nella tribù indigena messicana Tarahumara, a Nogorachic. Si tratta di foto inedite, mai esposte prima di questa mostra e solo in parte archiviate nella prima versione di stampa su carta baritata. La fotografa svedese Ewa Mari Johansson propone invece per questa mostra delle immagini scattate durante un viaggio del 2006, alle donne Maasai, che ha ritratto in pose da modelle. Queste foto dimostrano la capacità di Ewa Mari Johansson, come fotografa di moda, di cogliere in una immagine la bellezza del corpo femminile. Il suo lavoro ha ricevuto apprezzamenti da Victoria Mwakasege, ambasciatrice della Tanzania. Le immagini in esposizione sono tratte dalla grande mostra “Mama Maasai” che è stata presentata al museo etnografico di Stoccolma e rientrano in un progetto finalizzato alla raccolta fondi per aiutare le ragazze Maasai a continuare gli studi.

L’esposizione è a ingresso libero e sarà visitabile fino al 31 dicembre 2021 nei giorni e orari di apertura al pubblico della biblioteca comunale, che in estate sono: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 14 alle 19 e il giovedì e sabato dalle 9 alle 13.

“Questa mostra fotografica ci racconta mondi sconosciuti e lontani – commentano Irene Marconi assessore comunale alla Cultura e Roberta Pieracciolidirettrice della Biblioteca e dei Musei di Maremma - di grande interesse artistico ed etnografico, per una conoscenza dell’altro indispensabile nella nostra società. Su espressa richiesta di una delle due artiste viene per la prima volta utilizzato per questo genere di iniziative lo spazio espositivo della biblioteca di solito riservato alle mostre bibliografiche. Massa Marittima ha una lunga tradizione negli eventi legati alla fotografia con Toscana Foto Festival dal 1980 al 2016 e successivamente con la fotografia stenopeica che ha portato ospiti internazionali in città. Questa nuova esposizione rappresenta per Massa Marittima una ripartenza dopo un lungo fermo degli eventi nel settore della fotografia. Ringraziamo Olimpia Hruska ed Ewa Mari Johansson per aver portato la loro arte nella città del Balestro e l’archivio Acsaf di Cesare Bossi che ha fatto da tramite con le artiste.”

Nel corso dell’anno sono previsti degli incontri in biblioteca con la partecipazione delle autrici per approfondire la conoscenza del loro lavoro. Sulla mostra è stato stampato anche un catalogo con un interessante testo di Olimpia Hruska che illustra aspetti della vita di Tarahumara.


𝐎𝐥𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚 𝐇𝐫𝐮𝐬𝐤𝐚 nata a Milano, ha sempre dedicato il suo lavoro alla pittura e al disegno.Negli anni 1969-1970 si iscrive all’ENSAV, La Cambre, scuola di Arti Visive a Bruxelles
che presto abbandona per seguire l’insegnamento di Lila De Nobili e di Yannis Tsaroukis a Parigi. Dal 1971 al 1973 espone alla Kunsthalle dell’università di Amburgo e al Baadischer Kunstverein di Karlsruhe. Nel 1972 è cofondatrice del Fondo Montfaucon, acquisito dal Musèe d’Art Contemporain de la Haute-Vienne, Chateau de Rochechouart.
Pubblica il libro ‘Yellow Book’. Nel 1975 per 18 mesi compie un viaggio nella Sierra Madre ( Chihuahua,Messico). Dall’osservazione della vita dei Tarahumara, influenzata da A. Artaud, produce un cortometraggio. Nel 1978 rientra in Italia.
Nel novembre 1980 espone alla Galleria Schubert in via Bagutta a Milano. Nel 1982, scopre la Toscana. Il legame con Parigi però non si allenta e nel 1985 su consiglio di Lila De Nobili apprende ad un corso dell’ ENSBA la tecnica Wacker, un modo antico (1400) di dipingere a olio. Nel 1989 è pittore di scena a Charleston (SouthCarolina) per il Festival dei 2 Mondi di Giancarlo Menotti nell’opera ‘ Le Nozze di Figaro ‘ di A. Mozart.
Nel maggio 2001 espone al Nord-Est Cafè di Milano ‘ Paesaggi Extra-territoriali ‘ e nel novembre 2003 a Palazzo Casali a Cortona ‘Passeggiate a Cortona’. Dal 2010 si sta dedicando all’applicazione di una tecnica originale di colorazione a olio di stampe bianconero digitali.

𝐄𝐰𝐚-𝐌𝐚𝐫𝐢 𝐉𝐨𝐡𝐚𝐧𝐬𝐬𝐨𝐧, nata a Solveborg in Svezia, si è formata alla New School di New York e alla UCLA di Los Angeles, studiando regia, produzione televisiva, fotografia e tecnica della camera oscura, e poi lavorando come assistant director presso Arnold Eagle, collaboratore di Man Ray. Ha avuto una lunga carriera professionale come fotografa di moda, pubblicando sulle più importanti riviste del settore. Ha fatto seguito un percorso di insegnamento alla Berghs School di Stoccolma. Il corpo umano è stato il motivo centrale di tutto il suo lavoro professionale. Il fatto che lei conosca esattamente come porsi da entrambi i lati della macchina fotografica, essendo stata anche una modella, ha un forte impatto sul rapporto con le persone che si trovano di fronte all’obiettivo. Nel 1992 ha esposto per la prima volta i suoi lavori alla Galleria il Diaframma di Milano, nella mostra ‘ lo Scaghero presenta’. In seguito è stata invitata a partecipare alla mostra ‘Itinerarium’, progetto espositivo di Fiesole Musei. Da allora ha sempre esposto in diversi luoghi in Europa e i suoi lavori sono
stati acquisiti da collezionisti di tutto il mondo.
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