DocuDonna è un festival internazionale di cinema dedicato ai documentari diretti da donne. Anche quest’anno l’obiettivo è quello di offrire uno spazio artistico unico alle tante registe di talento, concentrandosi sulla catarsi creativa, come introspezione e crescita personale.
R-Esistenza intesa come sforzo per resistere allo sconforto emotivo in questo periodo storico particolarmente disumanizzante, dove l’essere umano è chiamato a focalizzarsi su quanto di Bello, Buono e Giusto rimane, con il coraggio dell'Amore nel Cuore.
E’ il documentario della regista palestinese Annie Sakkab The Poem We Sang ad aprire la settima edizione del festival internazionale DocuDonna. Questo film riflette sui temi dell’amore e della nostalgia, sentimenti affrontati attraverso il superamento del trauma legato alla perdita della casa familiare e alla migrazione forzata.
Seguirà The Silent Protest: 1929 Jerusalem che parla del 26 ottobre 1929, quando le donne palestinesi diedero vita a un movimento femminista a Gerusalemme. Circa 300 donne giunsero in città da tutta la Palestina.
A seguire Vibration from Gaza di Rehab Nazzal, che è la storia di tre bambini sordomuti, Amani, Musa e Israa, nati e cresciuti a Gaza raccontano la loro vivida, quotidiana percezione della guerra: le fiamme dei missili.
Terminerà la prima giornata il documentario Amor di Virginia Eleuteri Serpieri, la storia di una donna, Teresa, che raggiunge il Tevere e si lasciò andare alla sua corrente.
La seconda giornata inizia con due corti di due giovani registe italiane All’Alba, di Ilaria Lombardi in cui i protagonisti, Giacomo e Alfonso, si definiscono “gli ultimi pescatori di Bacoli”, un paesino a nord di Napoli, seguito da Bobby di Erica De Lisio, questa volta è il cane dei suoi nonni, a portarci in un viaggio tra memorie, rovine e colline, custode silenzioso di un mondo che resiste al tempo.
Con il lungometraggio Finis Terrae di Marzia Rumi si ritorna al mare, portandoci i confini del mondo dove esiste un'isola antica e selvaggia, un luogo primordiale dove il tempo sembra essersi fermato. Alicudi, l'ultima delle Isole Eolie in mare aperto, vive lontana dal caos e dal ritmo incessante della vita moderna.
Si cambia decisamente atmosfera con Women for Iran di Sara Hourngir che racconta della guerra civile che c’è ormai da diversi anni in Iran, passata sotto i riflettori dei media occidentali solamente da Settembre 2022, dopo l’arresto e la morte di Mahsa Amini.
Chiude la settima edizione The Eternal Song di Zaya e Maurizio Benazzo, che ci porta attraverso terre sacre in cui le voci degli indigeni rivelano sia le profonde ferite della colonizzazione sia la saggezza ancestrale che ci guida verso la guarigione.
Cristina Berlini
Direttore Artistico, Docudonna
PREMI
Altri documentari in concorso
LA GIURIA
Francesca Romana Bergamo
Francesca Romana Bergamo è un’attrice napoletana. In macchina da presa ha lavorato in Ripley di Steven Zaillian accanto ad Andrew Scott, Dakota Fanning e Johnny Flynn; in Partenope di Paolo Sorrentino; in Rosa Pietra Stella di Marcello Sannino (Rotterdam IFF 2020); in Ci devo pensare di Francesco Albanese e in una piccola apparizione nell’ultimo film di Salvatore Piscicelli. Per la televisione è stata tra i protagonisti del caotico ufficio di Pesci Piccoli Prime Video, The Jackal) e ha partecipato a I Bastardi di Pizzofalcone 2.
Collabora con realtà creative come The Jackal e MAD Entertainment e, parallelamente, porta avanti un percorso teatrale che l’ha vistaformarsi e lavorare con artisti come Danio Manfredini, Mimmo Borrelli, Yari Gugliucci, Luciano Melchionna e Davide Iodice, partecipando a progetti come Un Principe in frac (70th Edinburgh Festival) e La Luna, premiato con il riconoscimento della Critica ANCT 2019.
Sui social ha trovato un nuovo spazio espressivo: con i suoi monologhi ironici e riflessivi ha conquistato un pubblico trasversale, diventando una voce originale e riconoscibile.
Da grande, dice, vuole riuscire a ridere.
Pino Bertelli
Pino Bertelli è nato in una città-fabbrica della Toscana, tra Il mio corpo ti scalderà e Roma città aperta. Dottore in niente, fotografo di strada, film-maker, critico di cinema e fotografia. I suoi lavori sono affabulati su tematiche della diversità, dell’emarginazione, dell’accoglienza, della migrazione, della libertà, dell’amore dell’uomo per l’uomo come utopia possibile. È uno dei punti centrali della critica radicale situazionista italiana.
Nel 1993, il regista tedesco Jürgen Czwienk, ha girato un documentario sulla vita politica e l’opera fotografica di Pino Bertelli: Fotografare con i piedi. Il regista Bruno Tramontano ha realizzato un cortometraggio, Adoro solo l’oscurità e le ombre, tratto dal suo libro, Cinema della diversità 1895-1987: storie di svantaggio sul telo bianco. Mascheramento, mercificazione, autenticità. Il pittore Fiormario Cilvini, ha illustrato lo stesso testo in una cartella di 18 disegni a colori e una scultura. I suoi scritti sono tradotti in diverse lingue. L’International Writers Association (Stati Uniti), l’ha riconosciuto scrittore dell’anno 1995, per la “non-fiction”.
Nel 1997 i suoi ritratti pasoliniani di fotografia di strada sono esposti (unico fotografo) in una mostra (Le figure delle passioni) con 16 maestri d’arte internazionali a Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno [Pier Paolo Pasolini, maestro e amico, gli ha regalato la prima macchina fotografica quando aveva quindici anni]. È direttore responsabile della rivista di critica radicale Tracce, Cobas (Giornale dei Comitati di Base della Scuola) e del giornale on-line Stile libero, direttore editoriale della casa editrice Traccedizioni, dirige la collana di fotografia sociale Zero in condotta di La città del sole, collabora con Le monde diplomatique, Fotographia, Sicilia Libertaria, AParte. Materiali irregolari di cultura libertaria e altre testate.
Nel 1999 ha ricevuto il “Premio Castiglioncello” per la fotografia sociale. Nel 2004 il “Premio Internazionale Orvieto”, per il miglior libro di reportage, Chernobyl. Ritratti dall’infanzia contaminata. Nel 2014 l’Associazione di bioarchitettura BACO gli ha assegnato il “Premio Internazionale Vittorio Giorgini”. Alessandro Allaria ha fatto un reportage (per la televisione tedesca), Pino Bertelli. Il fotografo e le donne di Napoli, 2008.
Nel 2014 il regista Antonio Manco ha realizzato a Buenos Aires, Pino Bertelli. Ritratto di un fotografo di strada, prodotto dal Festival del Cinema dei Diritti umani di Napoli e Buenos Aires. Nel 2017 esce il dittico libro—film, Genti di Calabria. Atlante fotografico di geografia umana e I colori del cielo, con la regia di Francesco Mazza. Nel 2018, Il croco già fiorisce. Una passeggiata improvvisa a Piombino, di Andrea Giovanni Semerano, con Enrico Ghezzi e Pino Bertelli. I suoi fotoritratti si trovano in gallerie internazionali, musei, accademie e collezioni private.
L’Archivio Internazionale di Fotografia Sociale di Pino Bertelli è curato dalla documentalista Paola Grillo (che collabora sul campo e con i testi a tutti i libri fotografici di Bertelli).












