TITOLO American Chimera
NAZIONE Italia
ANNO 2020
REGISTA Fabio Bucciarelli e Francesca Tosarelli
DURATA 26′ 00″
FORMATO Digital
MONTAGGIO Diego Volpi
SCENEGGIATURA Fabio Bucciarelli e Francesca Tosarelli
PRODUZIONE EiE film

Dariella (24) e Mirna (43), sono due donne honduregni che hanno deciso di sfuggire alle estorsioni della criminalità organizzata honduregna e cercare una vita migliore negli USA.

Con i loro figli e altri parenti, si uniscono alla "Carovana dei migranti" nel novembre 2018 per raggiungere Tijuana, in Messico, dove tentano di attraversare il confine. Dopo aver fallito alcuni tentativi, vengono respinti dalla pattuglia di frontiera americana e costretti a vivere per alcune settimane in un rifugio. Esauste, Dariella e Mirna decidono di pagare un coyote (contrabbandiere) e di entrare illegalmente negli Stati Uniti. A San Diego vengono arrestati e registrati dall'USBP (US Border Patrol). Prima di essere rilasciati, l'ufficio immigrazione rilascia loro dei cavigliere, con il compito di indossarli in attesa dell'esito delle richieste di asilo.

Le donne si recano a Louisville, Kentucky, dove sono ospitate da uno sponsor, la signora Vonnette, un ricco elettore repubblicano e alto ufficiale dell'esercito, che desidera aiutare i migranti.Dopo alcuni giorni che vivono insieme a casa di Vonnette, Dariella e suo figlio lasciano e affittano un piccolo appartamento dove possono vivere con altri giovani parenti honduregni. Mirna e la sua famiglia rimangono con la signora Vonnette, che l'aiutano a soddisfare i molteplici requisiti di immigrazione per la richiesta di asilo. Dariella non può lavorare regolarmente a causa del braccialetto alla caviglia e spesso è esclusa anche dal mercato nero. Invia denaro a sua madre in Honduras quando può, ma non riesce a guadagnare abbastanza per pagare l'avvocato.

Le diverse scelte e contesti sociali metteranno le distanze tra le due donne, influenzando il loro futuro e la realizzazione dei loro sogni.

REGISTI

Fabio Bucciarelli e Francesca Tosarelli

Francesca Tosarelli è una regista e regista indipendente, ha realizzato documentari per Witness-Al Jazeera, Arte, Canale 9, e collabora come DOP e videomaker per vari clienti tra cui Scottish Documentary Institute, RAI, Channel 4 News, ARD, NHK. I suoi progetti si sviluppano spesso in zone di conflitto, dalla Repubblica Democratica del Congo attraverso le donne guerriglie nei gruppi ribelli del Kivu, alle donne vittime di violenza in fuga dall'ISIS in Iraq, ai giovani ambientalisti e pacifisti nelle recenti proteste a Baghdad, ai migranti in fuga a Tijuana dalla criminalità organizzata in Honduras. È la vincitrice con la sua squadra del campo DIG 2019.

Fabio Bucciarelli è un fotografo e autore pluripremiato noto per la sua documentazione dei conflitti e delle conseguenze umanitarie della guerra. Fabio ha trascorso l'ultimo decennio a coprire i principali eventi che cambiano il mondo in tutto il mondo. Ha riferito dalla Libia - dall'inizio della guerra civile fino alla morte di Gheddafi - dalla Siria - durante la più sanguinosa battaglia di Aleppo - da Rojava, Iran, Iraq, Gaza, Ucraina, dai paesi africani dimenticati tra cui Sud Sudan e Mali e dall'America centrale e meridionale. Fabio sente l'urgenza di raccontare le storie di persone rese impotenti e fornire informazioni imparziali incentrate sui diritti umani.

Bucciarelli’s documentary works have been recognized with the most prestigious awards in the profession including The Robert Capa Gold Medal, World Press Photo, Prix Bayeux-Calvados for War Correspondents, POY Photographer of the Year, Getty Images Grant between others. Fabio’s images are frequently published in international magazines and newspapers; he is a frequent contributor with The New York Times and and his artworks are exhibited, with solo and group exhibitions, in museum and galleries worldwide.

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