| TITOLO |
Finis Terrae |
| NAZIONE | Italia |
| ANNO | 2025 |
| REGISTA | Marzia Rumi |
| DURATA | 52′ |
| FORMATO | Digitale |
| SUONO | Sofia Albanese, Raffaele Inno |
| MONTAGGIO | Martina Nogarotto |
| SCENEGGIATURA | Marzia Rumi, Martina Nogarotto |
| PRODUZIONE | Image Hunters |
Ai confini della terra esiste un’isola antica e selvaggia, un posto primordiale in cui il tempo sembra essersi fermato.
Alicudi, ultima delle isole Eolie in mare aperto, vive lontana dalla confusione e dai ritmi inarrestabili del mondo.
Qui non c’è illuminazione pubblica e non ci sono neanche strade asfaltate, né automobili né motorini. L’unico mezzo di trasporto sono i muli, capaci di affrontare i sentieri impervi e le scalinate a picco sul mare. Non esiste inquinamento atmosferico così come è assente anche quello di tipo acustico e visivo; neanche del turismo di massa c’è traccia in questo luogo abitato da chi vive in simbiosi con una natura rimasta immutata.
In un territorio aspro e morfologicamente resistente alla trasformazione, l’isola e i suoi abitanti sono sfuggiti a un cambiamento irreversibile.
Cosa ha permesso ad Alicudi di rimanere inalterata, salvaguardando il suo ambiente naturale e umano e consentendo ai suoi abitanti di condurre una vita semplice e distante dal frenetico vivere dei nostri tempi?
La regista, seguendo e riprendendo una compositrice musicale, ha intrapreso un viaggio verso Alicudi per scoprire un luogo “ai confini della terra”.
In Finis Terrae si è cercato di dar voce ai racconti e alle leggende che echeggiano ancora misteriose nell’isola, alle tradizioni e alle abitudini quotidiane, alle storie di chi non è mai andato via, di chi è partito e non è più tornato e di chi se n’è andato, ma come sotto un ipnotico richiamo ha scelto di tornare.
REGISTA
Marzia Rumi
Marzia Rumi si è laureata nel 2015 in Cinema all’Università di Roma La Sapienza con una tesi su “Tomas Gutierrez Alea e il cinema del realismo cubano”. Ha conseguito poi un Master in Documentario creativo e cinema sperimentale all’Università TAI (Transforming Art Institute) di Madrid e successivamente un Master in Produzione esecutiva alla EICTV (Escuela Internacional de Cine y Television) a Cuba.
Come regista e autrice ha realizzato nel 2016 il cortometraggio "Marinaleda - Una utopia hacia la paz" sull’esperimento socialista realizzato da quella comunità andalusa. Nel 2020 esce il suo primo lungometraggio documentario “Islam de Cuba” prodotto dalla Pin up Filmaking sul fenomeno della conversione di alcuni cubani all’islam.
Il film partecipa a Festival cinematografici nazionali e internazionali ottenendo apprezzabili riconoscimenti quali il miglior documentario al Film Awards a Istanbul, un premio speciale della giuria all’Edera Film Festival di Treviso e il miglior documentario opera prima al Lulea International film Festival in Svezia. Il documentario ottiene inoltre nomination al Muslim Film Festival di Melbourne, all’United Latino International Film Festival di Cleveland e al MIRA - Latin American Indipendent Film festival di Bonn.
A partire dal 2019 inizia a lavorare in televisione come redattrice e autrice prima per la società televisiva Stand by me e successivamente per la Fremantle Media.


