MIGLIOR DOCUMENTARIO INTERNAZIONALE - MOTIVAZIONI DELLA GIURIA
Per la visione dionisiaca e antropologica con cui gli autori trasformano il dolore dei popoli colonizzati in una sinfonia visiva di libertà. La fotografia, di struggente bellezza spirituale, accompagna un montaggio che alterna il canto dei riti arcaici alla denuncia delle ferite della storia, evocando una “rêverie cosmica” dove l’uomo ritrova la propria sacralità perduta. The Eternal Song è un madrigale di resistenza, una danza tra il sangue e la luna, tra la crudeltà della civiltà e la purezza originaria dell’amore. Ogni immagine diventa rito, ogni suono preghiera: un film che ci restituisce la memoria come forma di guarigione e l’arte come atto di liberazione dell’anima.
| TITOLO |
The Eternal Song |
| NAZIONE | USA |
| ANNO | 2025 |
| REGISTA | Zaya Benazzo, Maurizio Benazzo |
| DURATA | 88′ |
| FORMATO | Digital |
| SUONO | Aymeric Dupas |
| MONTAGGIO | Finley MacNeil |
| PRODUZIONE | Zaya Benazzo, Maurizio Benazzo, Alexis Aurigemma, Finley MacNeil |
The Eternal Song è un viaggio cinematografico attraverso terre senza tempo e le loro culture indigene. Voci da tutto il mondo e da diverse generazioni ci invitano a testimoniare le profonde e persistenti ferite della colonizzazione su terre e popoli, e la guarigione che scaturisce dalla saggezza ancestrale. Affidati alle storie di medicina, ci confrontiamo con le eredità coloniali, i traumi intergenerazionali, la nostra frammentazione e la cultura della separazione.
Il film rivela come la modernità spezzi il nostro legame con la natura, con gli altri e con il mondo ancestrale, nutrendoci al contempo di vuote promesse di salvezza, consumo illimitato, crescita economica e felicità individuale. Mentre veniamo immersi nella complessa rete dei legami di parentela e nell’onorare la presenza viva della Madre Terra, risvegliamo una memoria antica. Un sacro danzare prende vita e cominciamo a percepire il canto eterno della Vita stessa, che ci richiama al senso di appartenenza.
REGISTA
Zaya Benazzo, Maurizio Benazzo
Zaya Benazzo è una regista bulgara con lauree in ingegneria, scienze ambientali e cinema. Per molti anni ha lavorato come attivista ambientale in Olanda e Bulgaria e in seguito ha prodotto e diretto diversi documentari pluripremiati in Europa e negli Stati Uniti.
Maurizio Benazzo è cresciuto in Italia e nel 1984 è arrivato negli Stati Uniti su una barca a vela di novantotto anni. Ha iniziato a lavorare come attore, modello e regista, ma la sua sete di conoscenza è stata soddisfatta solo nel 2001, quando ha incontrato I Am That, l'opera fondamentale di Sri Nisargadatta Maharaj, mentre era in India a girare il pluripremiato documentario Short Cut to Nirvana.
Maurizio e Zaya hanno unito le loro passioni di una vita per la scienza e il misticismo quando si sono incontrati nel 2007, e il loro primo progetto insieme è stato girare il documentario Rays of the Absolute sulla vita e gli insegnamenti di Sri Nisargadatta Maharaj. Questo progetto ha dato il via al loro successivo livello di creazione e collaborazione: SAND, una comunità globale ispirata alle tradizioni di saggezza senza tempo, informata dalla scienza moderna e fondata sull'esperienza diretta. Nel 2018 hanno incontrato Gabor Mate e hanno deciso di girare un film su di lui che ha portato all'acclamato "The Wisdom Of Trauma"
Vivono, lavorano e si divertono nelle terre ancestrali non cedute dei Coast Miwok e dei Southern Pomo, a Sebastopol, in California.



